Comodato d’uso e IMU: quando può ridurre o azzerare la tassa sulla seconda casa

La scena è piuttosto comune: un appartamento vuoto, magari quello dove si è cresciuti, e un figlio che cerca casa. In molti casi la soluzione più semplice è concederlo in comodato d’uso gratuito. Oltre alla comodità familiare, questa scelta può avere anche un effetto concreto sulle tasse, in particolare sull’IMU.

Quando un immobile viene dato gratuitamente a figli o genitori, la normativa italiana prevede infatti una riduzione del 50% della base imponibile su cui si calcola l’imposta. Non significa azzerare la tassa, ma ridurla sensibilmente.

Come funziona la riduzione IMU

Il meccanismo è stabilito dalla normativa vigente (Legge 160/2019). In pratica, la base di calcolo dell’IMU viene dimezzata prima di applicare l’aliquota comunale.

Il calcolo parte sempre dalla rendita catastale, che viene:

  1. rivalutata del 5%
  2. moltiplicata per i coefficienti previsti
  3. ridotta del 50% se l’immobile è in comodato ai familiari ammessi

Solo a quel punto il Comune applica l’aliquota. Per capire meglio il contesto fiscale, la tassa rientra nel sistema dell’IMU, l’imposta municipale sugli immobili.

I requisiti da rispettare

Non basta consegnare le chiavi di casa. L’agevolazione vale solo se sono soddisfatte alcune condizioni precise.

Tra le principali:

  • comodato gratuito, senza pagamento di affitto
  • contratto registrato all’Agenzia delle Entrate
  • immobile utilizzato dal familiare come abitazione principale
  • rapporto di parentela in linea retta (solo figli o genitori)

Non rientrano nell’agevolazione:

  • affitti tradizionali
  • locazioni brevi
  • comodati concessi ad amici o altri parenti

Nella pratica, molti proprietari conservano copia del contratto e documenti che dimostrano la residenza del familiare. I Comuni possono effettuare controlli.

La novità prevista dal 2026

Dal 1° gennaio 2026 entra in gioco un’altra possibilità, diversa dal comodato. Un decreto del MEF consente ai Comuni di introdurre riduzioni fino al 50% dell’aliquota IMU per alcune seconde case.

Questa agevolazione riguarda immobili:

  • non affittati
  • non concessi in comodato
  • utilizzati solo occasionalmente, ad esempio per vacanze

La riduzione non è automatica. Ogni Comune decide se applicarla e di solito richiede una domanda con documentazione che dimostri l’assenza di contratti di locazione.

Un dettaglio spesso decisivo

Tra comodato familiare e riduzioni comunali, la differenza è sostanziale. Il primo agisce sulla base imponibile, il secondo sull’aliquota e solo se il Comune lo prevede.

Per questo chi possiede una seconda casa farebbe bene a controllare ogni anno regolamento e delibere comunali. Piccoli dettagli amministrativi possono trasformarsi in un risparmio fiscale concreto.

Redazione Sub Norizie

Redazione Sub Norizie

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