Pianta velenosa in giardino: come riconoscerla e quali rischi comporta per la salute

Stai sistemando una siepe, tagli qua e là, e ti ritrovi in mano delle bacche lucide, una foglia dura che si spezza se la pieghi e una linfa che pizzica le dita. In tantissimi giardini italiani capita, perché molte piante ornamentali molto diffuse possono essere tossiche se le si tocca troppo o se vengono ingerite. La cosa si fa più delicata quando in casa ci sono bambini, cani, gatti o persone che non hanno familiarità con le specie che crescono lì fuori.

Le piante da osservare con più attenzione

Tra le specie che si incontrano più spesso ci sono tasso, lauroceraso, oleandro, glicine, edera, digitale purpurea, mughetto, rododendro, bosso e narciso. Non è un caso se compaiono di continuo in siepi, aiuole o pergolati: reggono bene nel tempo.

Fiori vistosi, bacche colorate e foglie sempreverdi danno un’impressione rassicurante, quasi innocua, ma in alcune specie sono proprio queste parti a nascondere sostanze pericolose.

Come riconoscerle senza fissarsi su un solo dettaglio

Il sistema più affidabile è guardare foglie, fiori, frutti e posizione nel giardino tutti insieme.

  • Bacche rosse o nere ben lucide, un po’ come quelle del tasso o dell’edera
  • Foglie sempreverdi lucide, dure o strette e allungate, come capita spesso in lauroceraso e oleandro
  • Fiori a campanella o a forma di tubicino, che si vedono di frequente in digitale purpurea e mughetto
  • Linfa bianca e lattiginosa
  • Profumi o odori strani
  • Aghi molto fitti, nel caso del tasso
  • Grappoli viola che pendono, quelli tipici del glicine
  • Bulbi, come succede nel narciso

Prova a fotografare le piante che non conosci in momenti diversi dell’anno. Tra foglie e fioriture cambiano parecchio.

Che rischi comportano, in concreto

Le sostanze tossiche presenti in queste specie possono essere cianogeni, glicosidi cardiaci o alcaloidi.

  • rossore e fastidio a pelle e mucose
  • sensazione di bruciore in bocca
  • nausea, con possibile vomito e diarrea
  • tremori accompagnati da senso di debolezza
  • battito cardiaco irregolare
  • fiato corto o difficoltà a respirare

Alcune piante, come digitale, lauroceraso e tasso, vanno trattate con un po’ di riguardo in più. Anche rododendro e oleandro compaiono spesso nelle segnalazioni ai centri antiveleni, per la loro tossicità. Quanto ci si fa male dipende da diversi fattori: tipo di pianta, quantità ingerita, età, peso della persona e anche da quanto in fretta si interviene.

I più esposti sono bambini e animali

Il rischio vero arriva spesso da una bacca raccolta per gioco, un fiore infilato in bocca per curiosità, un cane che sgranocchia foglie o bulbi tirati fuori dal terreno. Le zone vicino alle aree gioco, ai vialetti o alla ciotola degli animali andrebbero tenute d’occhio.

Cosa fare e come prevenirlo

Prevenire, in realtà, è più facile di quanto si pensa:

  • riconosci tutte le piante che hai in giardino
  • sposta o togli quelle più rischiose se ci sono bambini o animali che girano lì vicino
  • metti i guanti quando poti o trapianti
  • evita di bruciare i residui delle piante se non sei sicuro di che specie siano
  • cerca di non lasciare sparsi a terra semi, bacche, foglie o bulbi

Se ti viene il dubbio che qualcuno sia stato esposto, lavare la pelle o la bocca se c’è stato contatto, tenere da parte un campione o almeno una foto della pianta e sentire un centro antiveleni o il medico.

Un giardino sicuro non chiede allarmi continui, ma solo un po’ di attenzione alle piante, quelle cose basilari. Qualche controllo ogni tanto, fatto con criterio.

Redazione Sub Norizie

Redazione Sub Norizie

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