Dopo il primo taglio di marzo il prato spuntano chiazze gialle qua e là, l’erba cresce in modo disordinato, il colore non è omogeneo. In quel momento i giardinieri tirano fuori il concime. Conta scegliere quello adatto e usarlo nel periodo giusto.
Perché il concime fa davvero la differenza
L’erba si “mangia” continuamente i nutrienti del terreno, soprattutto dopo l’inverno, nei momenti in cui cresce più in fretta e quando si riprende dalla fatica dell’estate. Il concime serve a rimettere in circolo questi elementi.
I più usati in assoluto sono i concimi NPK, una sigla che sta per azoto, fosforo e potassio. L’azoto tiene su la crescita e il colore verde delle foglie, il fosforo dà una mano alle radici, mentre il potassio rende la pianta più resistente. Le formule tipo 20-10-10 o 11-12-16 cambiano per seguire i diversi momenti dell’anno.
Tra le scelte che si usano più spesso ci sono:
- concimi a lenta cessione, che rilasciano il nutrimento in modo costante
- concimi azotati
- concimi con ferro, magnesio o potassio
- fertilizzanti organici o bio
- prodotti più mirati, ad esempio alcune linee per il nutrimento generale o per l’attivazione del suolo
Chi lavora tutti i giorni con i prati, prima di concimare, in genere guarda due cose: come ricresce l’erba dopo il taglio e che tono di verde ha il tappeto.
Quando usarlo davvero
Primavera
Tra marzo e maggio di solito si passa a un concime con più azoto.
Autunno
Tra settembre e ottobre è il momento giusto per usare un prodotto un po’ più bilanciato o a lenta cessione, con una presenza di potassio un po’ più sostanziosa per rafforzare le radici prima che arrivi il freddo.
Estate
Quando il caldo picchia e il terreno tira all’asciutto conviene andarci piano. Di solito ci si orienta su formulazioni liquide o prodotti con ferro. Meglio non intervenire nei giorni più roventi o in piena siccità.
Di solito questi prodotti si usano ogni 4-8 settimane. Il riferimento è l’etichetta: cambiano composizione, granulometria, tempi e modo in cui rilasciano.
Come distribuirlo senza fare danni
Di solito il sistema più comodo è usare uno spandiconcime, di quelli manuali o da portare a spalla. Alcuni modelli buttano il prodotto anche intorno ai 4 metri, ma quello che conta è che la distribuzione resti uniforme.
Un attimo prima di concimare:
- taglia il prato lasciando l’erba alta circa 4-5 cm
- togli l’erba secca e i piccoli residui rimasti a terra
- controlla che il tappeto erboso sia asciutto in superficie, senza zone bagnate
- lavora in una giornata nuvolosa, o non sotto il sole pieno
Poi puoi passare ai passaggi successivi:
- regola il dosaggio seguendo quello indicato in etichetta, di solito intorno ai 20–40 g/m²
- spargi il prodotto facendo passaggi incrociati, prima in una direzione e poi nell’altra
- dai una leggera annaffiata dopo aver finito
Troppo concime mette sotto pressione le radici e rischia di bruciarle.
Se il prato è nuovo
Quando si semina per la prima volta, la cosiddetta terra prato, cioè una miscela di terra vagliata e sabbia silicea, aiuta il drenaggio e l’attecchimento. Se il pH resta vicino alla neutralità, le piante assorbono i nutrienti in modo regolare.
Molti giardinieri usano il concime insieme a sementi resistenti come Festuca e Lolium, mantenendo un’irrigazione regolare e una semina sparsa in modo omogeneo.
Il colore abbastanza uniforme e l’erba che torna su senza troppi buchi indicano un prato in salute. Il concime adatto, messo quando serve e senza esagerare, aiuta il tappeto erboso a diventare più fitto e più stabile.




