Carenza di ferro nelle piante: i sintomi visibili per riconoscerla

Stai osservando una pianta, poi a un certo punto noti qualcosa sulle foglie più giovani: diventano gialline mentre le nervature restano verdi. È uno dei segnali della carenza di ferro, chiamata anche clorosi ferrica, un problema che capita nei vasi, in giardino, nell’orto e nel prato.

Il ferro serve alla pianta per produrre clorofilla, pigmento verde fondamentale per la fotosintesi, ma nei tessuti vegetali è un elemento poco mobile. I primi segni compaiono sulle foglie giovani, quelle in punta, appena spuntate e ancora in formazione.

Il segnale più evidente da tenere d’occhio

La clorosi ferrica di solito si nota in un modo:

  • foglie giovani che tendono subito al giallo
  • nervature ancora ben verdi
  • spazi tra le nervature giallastri o di un verde molto sbiadito

Quando il problema peggiora

Se la carenza va avanti a lungo, l’ingiallimento può farsi via via più evidente, fino a far sembrare le foglie quasi bianche nei casi più estremi.

  • macchie scure o parti necrotiche
  • secchezza e bruciatura dei margini
  • avvizzimento
  • caduta anticipata delle foglie

I germogli restano gracili, la fioritura tende a ridursi e anche la produzione di frutti diventa povera e discontinua. Nel complesso la crescita procede lenta, con internodi più corti.

Perché succede soprattutto in certi terreni

Il ferro nel terreno, nella maggior parte dei casi, c’è. Questa situazione si presenta più di frequente in suoli:

  • alcalini
  • calcarei
  • compatti
  • con pH elevato
  • con ristagni o scarsa aerazione

Capita spesso con agrumi, pesco, certi ortaggi delicati e molte piante ornamentali, soprattutto se stanno da tempo in vaso con acqua dura o in terricci poveri. Nel prato, lo stesso problema può presentarsi con un ingiallimento generale, soprattutto nei punti più stressati.

Come distinguerla da altri problemi

Un modo rapido è guardare quali foglie cambiano per prime. Se a diventare gialle sono soprattutto quelle nuove, mentre le nervature restano verdi e marcate, si può considerare la clorosi ferrica. Se invece a scolorirsi per prime sono le foglie più vecchie, si può trattare anche di altre mancanze, per esempio di magnesio o di azoto.

Chi è un po’ più esperto di solito si concede un paio di verifiche pratiche:

  1. provano a capire se la difficoltà interessa soprattutto i germogli nuovi o le ultime foglie spuntate
  2. danno un’occhiata al tipo di terreno e all’acqua usata per bagnare, per come si presenta davvero

Se resta ancora qualche incertezza, un agronomo oppure un’analisi del substrato aiutano a chiarire la causa.

Cosa fare appena la noti

Di solito tornano utili soprattutto queste cose:

  • controllare il pH del terreno o del terriccio
  • evitare che l’acqua ristagni troppo e che il suolo diventi troppo compattato
  • ricorrere, se serve, a un chelato di ferro
  • rendere il terreno più drenante e con una struttura un po’ più ariosa
  • fare attenzione a non esagerare con concimi poco equilibrati

Riconoscere la carenza di ferro vuol dire fare un po’ più attenzione del solito: foglie giovani che ingialliscono, nervature che restano verdi, crescita che sembra fermarsi. È un segnale che si nota a occhio, soprattutto quando il terreno è calcareo o la pianta è tra quelle più delicate.

Redazione Sub Norizie

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