Il metodo semplice per aiutare la bouganville a fiorire di più e più a lungo

La bouganville sul balcone si allunga in fretta, si arrampica sul grigliato e lo copre di foglie. Spesso è colpa di come la si tiene, con poca luce, troppa acqua e un concime che non c’entra molto con quello di cui avrebbe bisogno.

La bougainvillea dà il meglio di sé quando prende tanto sole, subisce un leggero stress idrico controllato, riceve potature periodiche e un nutrimento pensato soprattutto per stimolare i fiori, non le foglie.

Il sole fa la differenza

Quando la pianta cresce in mezz’ombra, invece di puntare sui colori si mette a fare soprattutto rami e foglie. Quello che sembra fiore, in realtà, non lo è: sono brattee, cioè foglie che circondano e proteggono i piccoli fiorellini bianchi al centro.

Per farne davvero tanta serve sole pieno per almeno 5 o 6 ore al giorno. Di solito un’esposizione a sud, oppure un angolo vicino a un muro che si scalda durante il giorno e rilascia il calore quando arriva la sera.

Chi tiene una bouganville in vaso se ne accorge: basta spostarla da un angolo chiaro ma senza sole diretto a un punto esposto.

Annaffiare meno volte, ma come si deve

Uno degli sbagli più frequenti è bagnare la pianta ogni giorno con pochissima acqua. In questo modo il terreno rimane umido solo nei primi centimetri.

Di solito, quello che funziona è questo:

  • innaffiare con generosità
  • poi lasciare che il terreno si asciughi per bene
  • ripetere solo quando il vaso o il suolo sembrano davvero più asciutti al tatto e alla vista

Questo leggero stress idrico dà una piccola scossa alla pianta. Non deve diventare una sete lunga e continua, con foglie flosce per giorni e terriccio secco come polvere.

In vaso il drenaggio conta. Se nel sottovaso l’acqua rimane lì ferma, le radici iniziano a soffrire. Quando arriva l’inverno, poi, le annaffiature si riducono al minimo, soprattutto dove il clima è più fresco.

Potare al momento giusto

La bouganville mette i fiori sui germogli nuovi.

Il periodo più adatto per fare la potatura principale è tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, di solito tra febbraio e marzo, quando il pericolo di gelate forti è ormai alle spalle.

  • togliere i rami secchi o troppo deboli
  • accorciare quelli che si allungano troppo
  • spuntare gli apici per favorire nuove ramificazioni

Durante la stagione, una piccola pulizia dei fiori ormai sfioriti. Con le cure giuste, la pianta riesce ad avere più cicli di fioritura.

Il concime

Per le brattee contano soprattutto fosforo e potassio, che sulle etichette dei fertilizzanti trovi scritti come P e K. L’azoto, invece, se ce n’è in quantità troppo alta fa crescere soprattutto foglie e verde.

Da marzo fino all’estate, molti coltivatori danno un concime per piante fiorite ogni 2 o 3 settimane, attenendosi alle dosi indicate dal produttore.

Tre controlli veloci da fare subito

Dai un’occhiata a questi aspetti:

  1. Fa abbastanza sole? Se prende luce ma il sole diretto non la sfiora quasi mai, spesso l’inghippo è proprio quello.
  2. Il terreno resta sempre umido? In quel caso, con buona probabilità, le annaffiature sono un po’ troppo frequenti.
  3. Ha molte foglie e pochi colori? Potrebbe esserci troppo azoto oppure una potatura.

Dai un’occhiata anche alla temperatura. Sotto i 15 o 18 °C tende a rallentare, e col gelo conviene coprirla con del tessuto non tessuto o spostarla in un angolo riparato.

Il trucco è considerarla una rampicante che ama caldo, luce e periodi ben asciutti. Con tanto sole diretto, annaffiature profonde ma non continue, una potatura fatta con criterio e il concime adatto il verde lascia spazio a quella cascata di colore.

Redazione Sub Norizie

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